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Michele Prati
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in Interviste

Intervista – Piero Gatti Italiaonline

Inauguro oggi una sezione di interviste legate a persone ritengo meritevoli nella loro professione e, considerando che sono un pò pignolo, sono convinto che se mi hanno ispirato o aiutato nel mio lavoro, allora possono aiutare e dare degli spunti interessanti anche ad altri.

Ho pensato di fare domande semplici, domande riguardo il loro lavoro legato al marketing, alla vendita e al training senza concentrarmi su un unica linea.

Intervistiamo oggi Piero Gatti ( Italiaonline spa ).

Piero si occupa di formare agenti e consulenti di vendita per Italiaonline, e ha dedicato la maggior parte della sua carriera alla formazione.

Ho deciso di intervistarlo, perchè credo che la sua idea di vendita o di marketing possa essere utile da ascoltare a chi lavora nel settore della vendita e del marketing.

Se volete scoprire qualcosa di più ecco il link al suo profilo linkedin: http://linkedin.com/in/pierogatti1964

NOME: Piero

COGNOME: Gatti

AZIENDA: Italiaonline

DI COSA TI OCCUPI

Formazione e Coaching, il mio cavallo di battaglia è il Public Speaking Emozionale

COSA E’ PER TE LA VENDITA

La vendita è quel luogo speciale dove due volontà si incontrano. E’ un terreno magico perché, per un algoritmo mai pienamente spiegato fino in fondo, sia il Venditore che il Cliente si stringono la mano soddisfatti, entrambe segretamente ed orgogliosamente autoconvinti di aver l’uno influenzato l’altro.

DESCRIVI SECONDO IL TUO PUNTO DI VISTA IL MESTIERE DELL’AGENTE DI VENDITA

Ho avuto il privilegio di interagire con migliaia di Venditori, in generale capaci, in certi casi eccellenti, in alcuni casi veri e propri Maestri. L’Agente é un organo dell’Azienda, la sua epidermide, la pelle della Società che egli rappresenta sul mercato: è il primo ad avvertire il calore del Cliente, o a percepirne il gelo… che elettricità quando chiude un ordine, e che pelle d’oca quando il Cliente parla bene di lui ad altri Clienti (=r.a.t., che non c’entra niente con va a ciapá i ratt: é la famosa – mai passata di moda – referenza attiva totale). Ci sono decine di definizioni, ma una delle più azzeccate è quella secondo cui “il Venditore é colui che riesce a trasformare un NO iniziale in un SI”, attraverso quella palpabile alchimia… Pur sapendo che la maggior parte dei NO rimarrà tale, l’Artista della Vendita è colui (=colei, non ha genere, ovvio) che sa incassarli senza per questo demordere, e che sa anzi trarre da questa (indubbia) sofferenza alimentazione e passione per la propria automotivazione e per il senso di sfida.

CON LE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE ATTUALI, LE AZIENDE HANNO ANCORA BISOGNO DI AGENTE DI VENDITA? E PERCHÉ?

Abbiamo tutti memoria della prima bolla internet, alla fine degli anni ’90: ricordiamo bene la mitologia del tutto sarà disintermediato, tutto venduto elettronicamente, spariranno tutti i negozi… in realtà, fino a che qualcuno non inventerà il siero della giovinezza (questo sì che si venderà da solo), ci sarà sempre bisogno, anche nell’era del programmatic, di un essere umano che, attraverso rapport, empatia, ascolto attivo, arte delle domande, entusiasmo contagioso, sia capace di servire sul vassoio d’argento al Cliente i vantaggi per lui del prodotto o servizio che promuove.

PER UN AZIENDA COSA SIGNIFICA FARSI PUBBLICITÀ OGGI?

Raccontare la propria storia, indipendentemente dal fatto che sia recente o decennale, secondo i linguaggi e le piattaforme di ogni touch point.

COME SI PUBBLICIZZERANNO LE AZIENDE NEI PROSSIMI 15 ANNI?

Ci sarà sempre una sorta di pubblicità istituzionale, che definirei più pull, certamente legata a nuove piattaforme e nuovi codici di linguaggio, abbinata ad un’attività push, con cui le aziende andranno, con forza, a stanare tutti i propri potenziali Clienti per nicchie, target, interessi ed abitudini, incrociati con criteri di granularità geolocal

 

Web, marketing, social, Facebook, Instagram, Pinterest. Secondo te gli imprenditori
capiscono tutti questi termini tecnologici? Cosa ne pensi dell’uso/abuso che alcune
agenzie di comunicazione fanno di questi termini.

Penso sinceramente che ostinarsi, come fa – orgogliosamente ma anche un po’ antistoricamente – qualcuno, a non volerne imparare nessuno, significhi fare come il giapponese uscito dalla foresta a distanza di 30 e passa anni dalla fine della guerra… E, altrettanto, penso che incaponirsi nell’uso esclusivo di questi linguaggi sia il piú penoso esercizio di autoreferenzialità, con l’unico risultato di capirsi solo tra agenzie: un po’ “come se fosse Antani, blinda la supercazzola…” (ndr Se non avete mai visto Amici Miei, questa è la vostra occasione di rimediare ok? Vi riporto anche il link )

Essendo un formatore esperto sono le caratteristiche più importanti per una persona che fa il tuo mestiere

Magari qualcuno si sorprenderà, ma io fortemente credo che la capacità di ascolto di chi hai davanti sia quantomeno pari, in ordine di importanza, al sapergli parlare: questo è il segreto di chi non dimentica di inserire l’elemento emozionale. E poi il saper generare visioni positive, la voglia di contagiare di entusiasmo, generosità ed energia: le lezioni proprio non le sopporta nessuno. Ancora: tanta, tanta, tanta preparazione. Da ultimo, l’umiltà di chi ricorda sempre il vecchio adagio secondo cui “chi sa fa, e chi non sa insegna…”

—-

Fine dell’intervista

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Grazie mille per l’intervista a Piero Gatti.
Spero possiate trarre spunti interessanti leggendo questa intervista; se così è stato, fatemelo sapere lasciando un commento qui sotto.

 

Medito gente. Medito.

Autore: Michele Prati.
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